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	<title>SuperBanner Blog &#187; Articoli</title>
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		<title>Sexting: dopo gli SMS ora gli adolescenti si dedicano agli MMS</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 21:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
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		<category><![CDATA[sexting]]></category>

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		<description><![CDATA[Autoscatti a sfondo sessuale che i ragazzi si inviano tra loro, questo è il sexting.
Si sta diffondendo tra i giovani la preoccupante tendenza all&#8217;invio di foto dal cellulare in pose nude o semi-nude al posto dei classici messaggini di testo: da qui il termine &#8220;sexting&#8221; in alternativa appunto al &#8220;texting&#8221;.
Nonostrante tali foto osè siano di solito destinate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.superbanner.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/ScreenShot571.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-64" title="ScreenShot MMS" src="http://www.superbanner.org/blog/wp-content/uploads/2010/01/ScreenShot571.jpg" alt="" width="148" height="137" /></a>Autoscatti a sfondo sessuale che i ragazzi si inviano tra loro, questo è il sexting.</strong></p>
<p>Si sta diffondendo tra i giovani la preoccupante tendenza all&#8217;invio di foto dal cellulare in pose nude o semi-nude al posto dei classici messaggini di testo: da qui il termine &#8220;sexting&#8221; in alternativa appunto al &#8220;texting&#8221;.</p>
<p>Nonostrante tali foto osè siano di solito destinate solo al proprio ragazzo o ragazza, le foto spesso finiscono per girare ed essere condivise.</p>
<p>E le testimonianze sulla leggerezza con cui vengono scambiate questo foto sono impressionanti:<br />
&#8220;Se un ragazzo incontra una ragazza durante le vacanze estive quando torna è normale mostrare a tutti i suoi amici le foto [nude] che questa gli ha inviato. Nessuno dà molto peso, ne pensa alle conseguenze di una simile azione&#8221;.</p>
<p>La pericolosa combinazione negli adolescenti di un comportamento provocatorio e impulsivo non è nuova, ma l&#8217;accesso alla tecnologia rende tutto più pericoloso. L&#8217;avere per le mani telefoni cellulari ormai sempre dotati di telecamera, rende incotrollato questo tipo di comportamento.</p>
<p>E&#8217; così capitato che una ragazza aveva inviato al cellulare del suo ragazzo un piccolo video con atteggiamenti molto provocanti che però è finito nelle mani dei suoi amici che l&#8217;hanno diffuso in tutta la scuola fino ad obbligare la ragazza a lasciare la scuola a causa dei continui ammicamenti dei compagni di classe.</p>
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		<title>I SOCIAL NETWORK</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 16:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[

Con il primo diffondersi di internet nelle case è la possibilità di comunicare attraverso questo mezzo dalle incredibili potenzialità è cresciuta in maniera esponenziale, di pari passo con il bisogno che la gente ha percepito sempre più impellente e incontrollabile. Venne così il boom delle chat rooms, siti dove la gente aveva la possibilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
<p><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;"></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 319px"><img title="MSN Messenger" src="http://www.pop3-smtp.com/Server/immagini/Msn-Messenger.jpg" alt="MSN Messenger" width="309" height="303" /><p class="wp-caption-text">MSN Messenger</p></div>
<p style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;">Con il primo diffondersi di internet nelle case è la possibilità di comunicare attraverso questo mezzo dalle incredibili potenzialità è cresciuta in maniera esponenziale, di pari passo con il bisogno che la gente ha percepito sempre più impellente e incontrollabile. Venne così il boom delle chat rooms, siti dove la gente aveva la possibilità di chattare con centinaia di persone in contemporanea, poi si è assistito al diffondersi di software più diretti in questo campo, come <strong>MSN messenger</strong>, uno dei programmi di messaggistica istantanea più utilizzato. Il 2008 si può descrivere significativamente come l’anno del definitivo boom dei <strong>Social Network (SN),</strong> migliaia di persone, infatti, aderiscono ogni giorno a questa nuova forma di comunicazione in rete. Questo fenomeno, nato in origine negli USA, si basa principalmente su tre tematiche fondamentali: relazioni professionali, d’amicizia e amorose.</p>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">Grazie ad un SN, dotati del solo indirizzo e-mail, è possibile creare un <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">profilo personale</span> in cui esporre tutto ciò che riguarda la nostra vita, dagli hobby ai gusti musicali, e quindi di permettere ad utenti aventi interessi comuni di socializzare. Tutte queste informazioni inserite all’interno di ogni profilo vengono organizzate in una mappa consultabile facilmente da qualsiasi utente ed ogni contatto che possa suscitare interesse può essere invitato a far parte del proprio network, aggiungendolo nelle apposite <span style="mso-bidi-font-weight: bold;">sezioni amici</span>, così da allargare man mano la cerchia dei contatti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">I primi social network furono messi online tra il 2003 e il 2004. Al giorno d’oggi i padroni incontrastati dell’universo della net-comunication sono i due colossi <strong>MySpace</strong> e <strong>Facebook (FB).</strong></span></p>
<div></div>
<p><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;"></p>
<p style="text-align: right;"><em><span>(di Biondi Veronica)</span></em></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#039;EVOLUZIONE DI INTERNET: DA WEB 1.0 A WEB 2.0, FINO A WEB 3.0</title>
		<link>http://www.superbanner.org/blog/levoluzione-di-internet-da-web-10-a-web-20-fino-a-web-30.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 16:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[web 3.0]]></category>
		<category><![CDATA[wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[Internet nasce, come già detto, con ARPANET allo scopo di comunicare tra postazioni geograficamente lontane. Queste esigenze si traducono nella prima versione del Web. Web 1.0  degli anni ’90 presentava una versione statica dei siti internet, ben diversa da quella attuale. L’utente poteva solo navigare tra i vari siti senza interagire con essi. Il web [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">Internet nasce, come già detto, con ARPANET allo scopo di comunicare tra postazioni geograficamente lontane. Queste esigenze si traducono nella prima versione del Web. <strong style="mso-bidi-font-weight: normal">Web 1.0<span style="mso-spacerun: yes">  </span></strong>degli anni ’90 presentava una versione statica dei siti internet, ben diversa da quella attuale. L’utente poteva solo navigare tra i vari siti senza interagire con essi. Il web era concepito solamente come un modo per visualizzare documenti ipertestuali in formato HTML che rendeva testo e contenuto inseparabili. L’utente era quindi un “navigatore passivo” al quale era però permesso di inviare posta elettronica solo in formato testuale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt"><span id="more-46"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">In poco più di un decennio l’evoluzione del web è stata notevole: si è passati, in un primo momento, ad una versione web 1.5 che ha visto l’integrazione dei database (strumenti di memorizzazione di massa), dei primi forum e blog molto elementari fino ad arrivare, nella versione <strong style="mso-bidi-font-weight: normal">Web 2.0 con</strong> l’evoluzione delle community, dei social network, l’introduzione dei wiki che consentono all’utente di interagire nello sviluppo dei siti web. Questo sviluppo informatico ha avuto conseguenze positive anche a livello sociale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">Il successo del Web 2.0 è dovuto alla sua semplicità di utilizzo: la rivoluzione delle interfacce grafiche lo ha reso più vicino agli utenti. Ma Web 2.0 è molto di più. Ad esempio permette di separare le informazioni dalla loro forma, permettendo quindi di pubblicare anche senza conoscere linguaggi complicati. Facilita quindi lo scambio di informazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">Con Web 1.0 la creazione di un sito era riservata solo ad utenti esperti dei linguaggi informatici. I <strong style="mso-bidi-font-weight: normal">blog</strong> invece hanno semplificato la creazione di pagine interattive dando la possibilità a tutti di condividere informazioni con altri utenti. Il blog è un sito dove l’autore scrive degli articoli che vengono pubblicati in ordine cronologico e condivisi con i suoi contatti. Di solito la struttura del sito si basa su un programma di pubblicazione guidato che consente di creare pagine web in maniera molto semplici che possono anche essere modificate e personalizzate graficamente. I visitatori del blog possono lasciare commenti permettendo in questo modo la creazione di una comunità interattiva dove si scambiano opinioni e riflessioni. Principalmente i blog vengono usati come diari personali degli utenti ma non mancano pagine create attorno a giornalisti, scrittori, ecc.<span style="mso-spacerun: yes">  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">In Italia, il blog più “cliccato” è quello di Beppe Grillo con una media di 150.000 – 200.000 contatti al giorno che lo posizionano tra i primi 20 blog più famosi a livello mondiale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">Questo è un fenomeno ormai ampiamente utilizzato anche dalle grandi aziende per facilitare la comunicazione con i consumatori e per ottenere maggiore visibilità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">Mediante servizi gratuiti offerti dalla rete, chiunque può aprire un proprio blog e diffondere informazioni di ogni tipo a milioni e milioni di potenziali lettori, grazie anche ai motori di ricerca.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">Il marketing non è dato solo dai blog aziendali ma anche da quelli pubblicitari: il blog diventa una nuova categoria di media.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">Con le tecnologie <strong style="mso-bidi-font-weight: normal">wiki </strong>gli utenti possono, non solo reperire informazioni, ma modificarle e aggiungerne altre. E’ un sistema particolarmente collaborativo dove diverse persone aggiornano i contenuti esistenti come meglio credono. Questo processo fa si che programmi come <strong style="mso-bidi-font-weight: normal">Wikipedia</strong> siano in perenne aggiornamento e sviluppo. Wikipedia è un enciclopedia online usufruibile da tutti che tratta svariati argomenti in ben 250 lingue differenti. Essendo tutti potenziali scrittori di questa enciclopedia, l’attendibilità delle sue informazioni non è sempre accertata. Sta agli utenti stessi garantirne la veridicità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">Un altro importante sito “creato dagli utenti”<strong style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="mso-spacerun: yes">  </span></strong>è <strong style="mso-bidi-font-weight: normal">YouTube</strong> dove chiunque può visualizzare e votare filmati di altri utenti ed inserirne di nuovi. Questo è un fenomeno internazionale ormai estremamente diffuso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">Esistono inoltre programmi di E-Commerce come <strong style="mso-bidi-font-weight: normal">Ebay</strong> dove i navigatori possono acquistare o vendere oggetti di ogni tipo o partecipare ad aste.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 150%; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="LINE-HEIGHT: 150%; FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt">C’è già chi parla di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal">Web 3.0 </strong>per indicare una nuova evoluzione del web nel quale i dati verranno raccolti in un database, il DataWeb, per essere fruttati e pubblicati più volte dagli utenti. Il nuovo Web dovrebbe essere in grado di rispondere ad interrogazioni complesse. Il Web 3.0 è un passo verso l’ Intelligenza Artificiale, capace di interagire con il web e di capire le informazioni in esso contenute. Le applicazioni di questo sistema rivoluzionario saranno leggere e non necessiteranno di potenti computer e grandi hard disk. Sfrutteranno i social network senza appoggiarsi ad un server centrale.</span></p>
<p><span style="FONT-FAMILY: Verdana; FONT-SIZE: 11pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">L’informatica ci ha dimostrato di evolversi molto velocemente: 20 anni fa fu creata dal nulla una rete senza interfacce grafiche dove l’utente, un esperto in materia, ricercava le informazioni su pagine nere piene di codici. Oggi si parla già di “intelligenza artificiale”. La semplicità che ha oggi questo sistema di comunicazione ed informazione è alla portata di tutti, anche dei bambini.</span><br />
 </p>
<p style="text-align: right;"><em><span>(di Biondi Veronica)</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La storia di Internet</title>
		<link>http://www.superbanner.org/blog/la-storia-di-internet.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 10:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ARPANET]]></category>
		<category><![CDATA[storia di Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tim Berners-Lee]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli anni ’60, in piena Guerra Fredda, incombeva il terrore di una guerra nucleare. In questo clima di tensione, il Dipartimento della difesa americano (DoD), incarica l’ARPA (Advanced Research Projects Agency) di studiare un sistema di rete, in grado di resistere ad un eventuale attacco nucleare.
Nasce così, nel 1969, ARPANET, una rete decentralizzata studiata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">Negli anni ’60, in piena Guerra Fredda, incombeva il terrore di una guerra nucleare. In questo clima di tensione, il Dipartimento della difesa americano (DoD), incarica l’ARPA (<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Advanced Research Projects Agency) </em>di studiare un sistema di rete, in grado di resistere ad un eventuale attacco nucleare.<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">Nasce così, nel 1969, ARPANET, una rete decentralizzata studiata in modo che ogni nodo potesse continuare ad elaborare e trasmettere dati qualora i nodi vicini fossero stati danneggiati. Il suo scopo originario era quello di garantire comunicazioni stabili ed efficienti tra le sedi delle forze armate statunitensi, oltre che tra le università e i centri di ricerca che lavoravano a progetti di natura militare, anche in caso di bombardamento nucleare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;"><span id="more-41"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">All&#8217;epoca i sistemi per trasmettere messaggi da una località all&#8217;altra non erano molto efficaci e il primo obiettivo dei ricercatori fu proprio quello di trovare soluzioni funzionali per convogliare i pacchetti su Arpanet. Decisero di adottare un modello il cui sviluppo era già iniziato in Europa: la commutazione di pacchetto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">Inizialmente, Arpanet era formata da quattro utenti, le più importanti sedi universitarie americane del tempo. La prima comunicazione avvenne tra i nodi di Los Angeles e Stanford: la prima lettera digitata fu la “L” che apparve sul computer remoto, come avvenne anche con la “O” inviata subito dopo. Al terzo tentativo, con la lettera “G”, il computer andò in tilt. Ma la prova successiva confermò che il progetto stava procedendo nella direzione giusta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">La nuova rete cresceva velocemente e ben presto si basò su un sistema di protocolli, <span style="text-decoration: underline;">TCP/IP</span> (Transmission Control Protocol/Internet Protocol), ancora oggi utilizzati, per rendere possibile lo scambio dei dati tra sistemi collegati. Inizialmente si connessero in rete solo alcune basi di missili intercontinentali; nel 1971 Arpanet era formata da 15 nodi e 23 host, dei quali entrò a far parte anche la Nasa; gli utenti erano qualche centinaio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Lo scopo iniziale divenne latente grazie a periodi di maggiore distensione tra le due super potenze (USA e URSS), così la rete venne utilizzata prevalentemente dalle Università. Queste ultime, capita l&#8217;importanza del mezzo messo a loro disposizione, lo sfruttarono a pieno ritmo con l&#8217;ausilio del protocollo FTP (File Transfer Protocol) per il trasferimento di file tra computers e del sistema  di posta elettronica (e-mail) per comunicare in tempi brevissimi  tra utenti geograficamente lontani. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">Combinando TCP/IP ed FTP si era giunti così al coronamento dell&#8217;obiettivo di Arpanet: trasferire dati da un punto all&#8217;altro della rete.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">Nel 1978 un computer che viaggiava a bordo di un camion su un&#8217;autostrada californiana inviò dati a un altro computer che si trovava a Londra. Il camion era collegato via radio con un terzo computer in California, il quale inoltrava le informazioni sulla rete: queste attraversavano l&#8217;intero continente nordamericano su linee terrestri e infine superavano l&#8217;Atlantico per mezzo di una connessione satellitare. L’esperimento dimostrò che era possibile trasferire dati anche tra due macchine di diverso tipo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">Il crescente utilizzo della rete portò, nel 1983,  alla creazione di due reti, la prima, adibita ad uso militare (Milnet) e la seconda di carattere scientifico (Arpanet) che iniziò a diffondersi nelle altre sedi americane ed europee oltre che in vari Centri di Ricerca, che ne fanno proficuo uso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">Ulteriore svolta si registrò nel 1992 quando un esponente del CERN (Centro Europeo di Ricerca Nucleare), Tim Berners-Lee, lancia la proposta di un sistema che consenta la pubblicazione e la gestione di Ipertesti sulla Rete denominato <span style="text-decoration: underline;">World Wide Web</span> cioè Ragnatela intorno al Mondo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">Questa iniziativa ed in seguito l &#8216;autorizzazione data, nel 1994, alle società commerciali di connettersi alla rete e renderla fruibile a chiunque, consacra definitivamente il boom di Internet, facendone lo straordinario mezzo di  comunicazione che oggi è.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-layout-grid-align: none;"><span style="line-height: 150%; font-family: Verdana; font-size: 11pt;">Nel 1989 tutti i siti vennero trasferiti sulla nuova rete, Internet (<em style="mso-bidi-font-style: normal;">Interconnection Network</em>), decretando ufficialmente la fine di Arpanet. Tutto questo avvenne parallelamente alla caduta del Muro di Berlino, simbolo della fine della guerra fredda, che vide nascere e crescere una rete che avrebbe cambiato il mondo.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: 11pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"> La storia, si sa, è ricca di paradossi  e di uno di essi è frutto la &#8220;Rete delle Reti&#8221;, la quale, nata dall&#8217;esigenza di sopperire ai rischi di una guerra nucleare dovuta alle tensioni di un mondo spartito in due tronconi dalle barriere altissime, oggi è un mezzo che permette la comunicazione con ogni luogo e con ogni gente sconfiggendo qualsivoglia barriera, spaziale temporale e,  perché no, politica.</span></p>
<p style="text-align: right;"><em><span>(di Biondi Veronica)</span></em></p>
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